Le fiabe di Beda il Bardo (The Tales of Beedle the Bard) è uno pseudobiblium contenuto nel romanzo Harry Potter e i Doni della Morte di Joanne Kathleen Rowling.
È Albus Silente che lo lascia in eredità ad Hermione Granger. È scritto in rune, tanto che la ragazza, per leggerlo, deve continuamente consultare il Dizionario delle Rune. Alcune delle fiabe scritte da Beda, come La Fonte della Buona Sorte, Il Mago e il Pentolone Salterino e Baba Raba e il Ceppo Ghignante, sono famose tra i piccoli maghi quanto per i ragazzi babbani Cenerentola o Cappuccetto Rosso. Una di queste, La Storia dei Tre Fratelli, prende ispirazione da una storia vera, di cui furono protagonisti Antioch, Cadmus e Ignotus Peverell, i primi padroni dei Doni della Morte.
(Wikipedia)
Dopo la fine della saga dell avventure del maghetto occhialuto e dei suoi amici, JK Rowling ci riporta, seppur brevemente, nel suo mondo magico. Questo librettino, dal prezzo assolutamente spropositato non fosse che i proventi andranno in beneficienza, ci racconta quelle che sono le fiabe della buona notte dei bimbi maghi. Il corrispettivo insomma, della nostra Biancaneve e Cenerentola, con la differenza che in queste fiabe la magia denota buoni e cattivi e viene usata nella vita di tutti i giorni. I raccontini sono quello che ammettono di essere: fiabe pure e semplici.
Una raccoltina carina, non impegnata, il cui unico punto di forza a mio parere sono i rimandi al mondo Potteriano (non solo i commenti del Professor Silente, ma anche i continui accenni ad esseri ed oggetti che abbiamo imparato a conoscere attraverso i 7 anni a Hogwarts).
Per il resto nulla di così eclatante, nè così straordinario, da meritare i cumuli di libri assipepati ad ogni angolo di qualsiasi ibreria che si rispetti.
In effetti, già che c'era, la stimata signora Rowling poteva anche sforzarsi un pò di più e inventarsi almeno una decina di favolette, tanto per cercare di creare un libro che valesse i 10 euro del prezzo di copertina. Ma, evidentemente, anche i migliori possono rimanere a corto di idee ad un certo punto della loro carriera (e personalmente mi chiedo se questa carenza di idee non si fosse già cominciata a sentire nel "Harry Potter e i Doni della Morte").