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martedì, 24 febbraio 2009

Immagine di Jane Eyre - Cime tempestose - Agnes Grey

 

Cime Tempestose

Il romanzo della Brontë narra la storia di Catherine e Heathcliff, del loro amore a tutto tondo l’uno per l’altra, e di come questa passione irrisolta alla fine li distrugga entrambi. Tensioni sociali ostacolano la loro unione, portando Heathcliff a rifuggire dalla società e ad abusarne. La trama è qui riportata in dettaglio, poiché la narrazione del libro non è né lineare né sempre chiara.

Il narratore è un gentiluomo di città, Mr Lockwood, che sta affittando Thrushcross Grange; una casa di Heathcliff. Questa è vicino a "Wuthering Heights", Cime tempestose. Un giorno va in visita a Cime Tempestose e qui rimane colpito dagli strani personaggi della casa e costretto a passare la notte li' poiché fuori imperversa la bufera. Durante la notte di tormento passata nella casa, a Mr. Lockwood succedono strani episodi come la visione del "fantasma" di una donna che, durante la notte, bussa alla sua finestra. Poco dopo, Lockwood si ammala e durante la noiosa convalescenza si fa raccontare da Nelly Dean, la governante di Thrushcross Grange, la storia degli abitanti di Cime Tempestose che lo hanno incuriosito.

La storia di Nelly Dean offre al lettore la possibilità di comprendere a fondo come la relazione fra Heathcliff e Catherine doveva avere ripercussioni di vasta portata per le loro famiglie ed i loro bambini. La passione di Heathcliff per Catherine è così fosca e sinistra da farlo giungere alla distruzione della felicità degli Earnshaw e dei Linton.

(Wikipedia)

 

Andando contro quello che in genere è l’ideale collettivo femminile posso onostamente dichiarare che io odio Heathcliff. Posso dichiararlo tranquillamente e pienamente consapevole di scatenare ire e sdegno perché ho letto il libro ben due volte (poche? Beh, considerate che non mi era piaciuto già alla prima lettura) e il mio giudizio non è minimamente cambiato, anzi.

Trovo che tutti i personaggi caratterizzati in questo libro siano assolutamente insopportabili, partendo da Nelly per finire con Catherine, e che Heathcliff sia il più insopportabile di tutti.

Cafone, malvagio, assolutamente selvaggio proclama a chiunque abbia voglia di stare ad ascoltarlo, e anche a chi non ne ha voglia dato che lui non parla, urla, il suo amore per la piccola Catherine. Peccato che poi, alla prima prova che gli si chiede per tale sentimento, non sappia fare altro che arrabbiarsi, diventare irascibile e condannare se stesso e chiunque lo conosca (ben inteso, Catherine compresa) alla più cupa e solitaria disperazione.

E’ un personaggio che emana cattiverie e tristezza, assolutamente incapace di qualunque sentimento benevolo, pronto a condannare se stesso e tutte le persone che gli gravitano attorno all’infelicità solo per soddisfare un suo capriccio.

Heathcliff vuole Catherine (il perché non è un mistero, è l’unica persona che lo considerasse in qualche modo come un essere cosciente e non come un animale selvatico) e, non potendola avere, ha deciso non solo che nessun altro l’avrebbe avuta, ma che nessun altro avrebbe potuto mai più vivere una parvenza di tranquillità per almeno due generazioni.

Non è ovviamente solo colpa sua, anche la ragazza gioca un ruolo fondamentale.

Catherine afferma che lei ama Heathcliff, che sono la stessa persona, che non potrà mai vivere senza di lui e poi che fa: lo lascia. Lo mette alla porta e lo lascia ad affrontare da solo una vita che lui non è in grado di affrontare, essendo convinta di fare il suo bene. In pratica rovina la sua vita, quella del suo ragazzo e quella di chiunque la conosca, trascinando tutta la casa in un pozzo di miseria.

C’è da chiedersi perché.

Si potrebbe cercare di trovare una scusa a tutto questo ipotizzando che Catherine abbia agito sperando di fare la cosa giusta; in realtà lei agisce così perché è viziata. Vuole Linton, vuole continuare ad essere viziata, coccolata, amata e venerata senza dover spendere troppa fatica. Vuole la vita di agi che Linton le può dare e quindi sceglie lui. E sono profondamente convinta che la scelta sia ponderata e ben consapevole.

 

Potremmo dire che, sebbene i personaggi siano quello che sono, rimane la trama a salvare il libro. Invece no, Cime Tempestose è Heathcliff e Catherine. Non c’è altro.

 

Posso solo supporre che un testo che mi scatena un odio tanto viscerale nei suo personaggi sia comunque un opera valida, e questo lo ammetto.

E’ decisamente meglio leggere un libro e criticarlo, spendere mezz’ora per spiegare cosa ci ha colpito (in negativo, ma comunque rimane il fatto che ha colpito) che chiudere un tomo e rendersi conto che non ci ha lasciato assolutamente nulla dentro.

 

 

Jane Eyre

 

La trama del libro può essere ricondotta a tre periodi essenziali: l'infanzia di Jane, vissuta presso la zia e i cugini che non la amano, e in seguito presso la tetra Lowood School dove diviene insegnante; il lavoro, come istitutrice di una bambina, presso Thornfield Hall ed il progressivo nascere e approfondirsi del sentimento che la legherà al padrone, mister Rochester, in un clima di attesa, mistero e tragedia; l'autodeterminazione di Jane, che la porta a nuove conoscenze ed esperienze, e infine, alla scelta di tornare da chi ama.

Jane Eyre è una bambina orfana che viene accolta presso i parenti dopo la morte dei genitori. In questa famiglia Jane è resa oggetto di continue vessazioni da parte di una fredda zia e anche da parte degli altri bambini della casa,suoi cugini.L'unica persona che la amava,suo zio,fratello di sua madre, é morto anni prima,e sua zia,si trova costretta ad accudire la fanciulla perché tale era l'ultima promessa strappatale da suo marito prima di morire. Ma Jane Eyre è una ragazzina dal carattere forte e deciso e lo dimostra quando viene affidata ad una scuola di carità,dove l’austerità, il sacrificio ed il pesante lavoro erano la regola del giorno per le fanciulle senza famiglia.

Nonostante la durissima disciplina e la prematura morte della sua migliore amica, deceduta per tubercolosi con altre compagne,decedute invece di tifo proprio a causa delle pessime condizioni in cui era tenuto il collegio, Jane Eyre continuerà gli studi prima e successivamente ad operare all’interno dell'istituto come stimata insegnante. Proprio questa professione rende Jane Eyre una donna libera ed indipendente capace di ritagliarsi un modesto posto nella società al momento in cui recide i legami con il passato. Jane Eyre trova un'occupazione presso la sfarzosa dimora di Thornfield Hall appartenuta da sempre alla nobile famiglia dei Rochester, e qui svolge le mansioni di istitutrice per Adele, la figlia adottiva del padrone di casa, il misterioso Mr Rochester.

(Wikipedia)

 

Tanto mi ha colpito in negativo Cime Tempestose, tanto adoro Jane Eyre.

Jane “dolce e strana creatura, quasi ultraterrena” è l’antitesi dell’eroina. Bruttina, sfortunata, figlia di nessuno, senza casa e senza passato, senza grandi doti, non particolarmente brillante è una ragazza del tutto normale che, in un mondo che non le ha riservato nulla, lotta per cercare di farsi il suo spazio.

E inizia così la sua avventura, tutrice di una ragazzina altrettanto sfortunata ma insopportabile (ma recuperabile), dipendente di un principale che non vede mai, ma quando vede la tratta male, lei resiste e va avanti per la sua strada.

Imperturbabile.

Piano piano la nostra Jane conquista il cuore della sua protetta e anche del suo irascibile tutore, che reagisce nel solo modo che conosce, trattandola ancora peggio, alternando stati di devozione con altri di despotismo.

Jane Eyre è diventata un simbolo e un’icona moderna.

Non si può non aver letto Jane Eyre, non si può non conoscerne la storia, pena l’essere banditi da tutta una serie di romanzi più o meno contemporanei che la riprendono, ne parlano, la citano, la cambiano, primo fra tutti Il caso Jane Eyre.

Quello che fa la grande differenza tra i romanzi delle due sorelle Bronte è che, se da una parte c’è un sentimento tormentato e egoistico, dall’altro c’è il classico amore romantico, quello che permette di annullare le distanza, mettere da parte l’egoismo e l’orgoglio e vivere insieme felici e contenti perché, ammettiamolo, le cose vanno già abbastanza male nella vita reale, senza che anche nelle storie ci si debba complicare la vita all’inverosimile.

C’è bisogno di credere, di sperare che in qualche modo, magari anche dopo sofferenza fisiche e psicologiche, ci sia un lieto fine che ci aspetta da qualche parte.   

La fondamentale differenza tra Jane e Catherine è che, se da una parte una ricerca la sicurezza e la stabilità e cerca di essere pratica, ottenendo infine l’amore e la devozione, l’altra sogna l’amore impossibile, accontentandosi alla fine di una vita vissuta a metà.

Difficile che i due libri possano piacere entrambi, troppo diversi i personaggi, troppo contrapposti i modi di vivere.

Personalmente scelgo Jane Eyre (e ora tutte le volte che leggo della voce che chiama “Jane, Jane” a fine libro mi viene da ridere pensando a Thursday Next che sussurra da un cespuglio sotto la finestra).

 

Scritto da: evenstar62442 alle ore 21:58 | link | commenti (1) | categoria: libri, cime tempestose, jane eyre