In una landa desolata, annegata da una pioggia torrenziale, l'ultimo Elfo trascina la propria disperazione per la sua gente. Lo salveranno due umani che nulla sanno dei movimenti degli astri e della storia, però conoscono la misecordia, e salvando lui, salveranno il mondo. L'elfo capirà che solo unendosi a esseri diversi da sé - meno magici ma più resistenti alla vita - non solo sopravviverà, ma diffonderà sulla Terra la luce della fantasia.
Questo libro è una stupenda storia in due parti, che narra le vicessitudini di un piccolo Elfo (un cucciolo, un nato da poco) nel suo percorso in un mondo che non solo non lo vuole, ma lo teme in quanto diverso. L'immagine del Piccolo, sperso in un mondo annegato, bagnato e affamato, senza nessun grande a prendersi cura di lui è una delle più belle e dolci che abbia mai letto. Il tempo stesso, sempre piovosa e triste, sembra rispondere con gioia ai pochi attimi felici del piccolo, quando ride o gioisce per qualcosa.
Nella seconda parte del libro, quando il piccolo cresce e perde parte dell'innocenza(sebbene, per fortuna, il giovane elfo ne conservi la maggior parte) la storia prende un pò meno, restando comunque sempre molto valida. L'elfo capisce che, sebbene tutte le forme di vita siano preziose, non può pensare di riuscire a sopravvivere con le sue strenue e rigide convinzioni, capisce (grazie all'aiuto di due umani e una bambina) che ci vuole coraggio e determinazione per non soccombere al mondo ma anche una certa malleabilità.
In questo contesto, in questo mondo in cui il sole è di nuovo giunto a scaldare il corpo e l'anima, uomini ed elfi riprendono a vivere e a sperare in un futuro.
In conclusione un testo perfetto non sono per i bambini, ma anche per i grandi che nascondono in loro stessi ancora una parte di giovinezza.